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Tecniche di spaesamento e sovversione mediatica. Interferenze culturali, reality hacking, creazione di nuovi piani d'astrazione.




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[20.06.04]

L'archivio degli archivi
Brewster Kahle ha creato uno dei piu' grandi archivi ad accesso pubblico. Dove sogna di raccogliere tutto lo scibile umano

Di Snafu

"Quando si proclamò che la Biblioteca comprendeva tutti i libri, la prima impressione fu di straordinaria felicità. Tutti gli uomini si sentirono padroni di un tesoro intatto e segreto". Se potesse riscrivere oggi la Biblioteca di Babele, straordinario racconto del 1944, Jorge Luis Borges sognerebbe ancora un archivio della conoscenza "che coincide con l'universo stesso"? Forse no, visto che oggi i computer e la Rete rendono già potenzialmente archiviabile e accessibile tutto lo scibile umano. E non solo quello figlio della Galassia Gutenberg, ma anche la musica, i film, i programmi televisivi e i siti Web.

A sostenerlo, con un fervore quasi missionario, è un signore americano dallo sguardo vigile di nome Brewster Kahle. Allievo di Marvin Minsky nel corso di intelligenza artificiale del MIT nei primi anni Ottanta, Kahle era venuto agli onori delle cronache un paio di anni fa per Internet Bookmobile, un furgoncino dotato di accesso satellitare alla Rete che è in grado di scaricare, stampare e rilegare in pochi minuti un libro tra una rosa di 20.000 titoli.

Kahle è anche il padre fondatore di Internet Archive, un progetto monumentale che ha lo scopo di "rendere universalmente accessibile tutta la conoscenza umana, per sempre, con una disponibilità di banda passante illimitata."

Al di là della megalomania apparente, ci si rende conto che l'archivio raccoglie già una quantità di dati impressionanti: oltre 10.000 registrazioni di concerti, 20.000 libri, più di 2.000 files video, e circa 56 milioni di siti Web archiviati. La storia del progetto inizia nel 1996, quando Kahle decide di vendere ad America Online la sua compagnia di Web publishing Wais, e investe i proventi in Alexa, un database/motore di ricerca che raccoglie e archivia i materiali che trova sul Web. In partnership con Alexa - controllata oggi da Amazon - Kahle sviluppa The Wayback Machine (La macchina del tempo), un database che conserva online al momento circa 30 miliardi di pagine Web. Il suo uso è semplice e intuitivo. Basta infatti digitare un indirizzo Web e una data e ci si ritrova catapultati sul sito di Yahoo! del 1996 o su quello del New York Times del 1997. Una rapida consultazione ci ricorda subito come 7-8 anni in Internet equivalgano a vent'anni di televisione o cinquanta di radio: "Il tempo di vita medio di un documento sul Web è di circa 100 giorni - argomenta Kahle -. Per stare al passo con questi tempi ogni due settimane i nostri software catturano e archiviano delle istantanee del Web." Crescendo di 20 terabytes al mese, la macchina del tempo è un dispositivo automatico che lotta contro il tempo, cioè contro la rapida obsolescenza di indirizzi, formati e contenuti che segna endemicamente la Rete.

Al problema della lotta contro l'oblio degli esseri umani si somma quella contro l'oblio delle macchine. Se il problema dei custodi delle biblioteche antiche era quello di evitare gli incendi e copiare i volumi, anche il moderno bibliotecario digitale deve assicurarsi che i dati non vadano persi irreparabilmente. Per questo Internet Archive ha donato un backup di tutti i suoi dati alla nuova Biblioteca Alexandrina - inaugurata al Cairo nell'ottobre 2002 sotto l'egida dell'Unesco - e ha stretto delle partnership con provider come Xs4All, Internet2 e Surfnet. "Solo quando tutti i nostri dati saranno replicati in Olanda, in Egitto, in India e in Cina potremo dormire sogni tranquilli ed evitare catastrofi come lo storico incendio della biblioteca di Alessandria" conclude Kahle.


 

 

 

   

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