| [15.10.04]
Psicopatologia della corporation
Il 22 ottobre arriva in sala The Corporation, documentario che ritrae le aziende transnazionali come pazienti da curare
Di Synner
Se le corporation fossero persone sarebbero psicopatici. Pensate sia una tesi eccessiva e provocatoria? Allora il 22 ottobre prenotate un posto in sala e godetevi The Corporation , il documentario di Mark Achbar e Jennifer Abbott distribuito da Fandango. Cambierete idea. Se non amate il cinema avete un'altra opzione: acquistare il saggio di Joel Bakar da cui è tratto il film.
Attraverso interviste a manager, guru finanziari, spie industriali, esperti di economia, e attivisti illustri come Michael Moore, Jeremy Rifkin, Vandana Shiva, Naomi Klein e Noam Chomsky, The Corporation racconta la genesi, i meccanismi interni, le contraddizioni e il possibile futuro delle regine dell'economia globale. Lo stile di Achbar e Abbott - che hanno già lavorato insieme a Two Brides And A Scalpel: Diary of a Lesbian Marriage - ha poco a che fare con quello di Fahrenheit 9/11 : non concede niente al populismo ed forse meno efficace dal punto di vista comunicativo ma punta tutto sulla precisione, l'ampiezza e l'accuratezza delle informazioni. Libro e film dimostrano la natura "intrinsecamente patologica" di istituzioni il cui unico obiettivo è perseguire il profitto. Nike, Shell, Wal-Mart e Mc Donalds colonizzano l'immaginario e determinano l'agenda politico/economica su scala mondiale: "controllano le nostre vite" afferma Bakar, professore di diritto alla Univerity of British Columbia di Vancouver. Fino a 150 anni fa non avevano alcun potere poi nel 1886 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha aperto la strada alla loro ipertrofica espansione dichiarando che in quanto persone giuridiche avevano diritto alla protezione del 14° emendamento e dunque ad un "regolare processo" ed all'imparzialità della legge".
Grazie alla "nuova convergenza di tecnologia, leggi e ideologia" chiamata globalizzazione le mega società per azioni hanno soppiantato la centralità della Chiesa, della monarchia e degli stati nazione. Bakar e i due registi hanno analizzato la personalità delle corporation sulla base dei criteri diagnostici standard messi a punto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Emerge l'inquietante ritratto di una personalità egotista, amorale, avida e manipolatrice, incapace di coltivare relazioni durature e di provare rimorsi, propensa ad infrangere la legge e incurante delle conseguenze delle proprie azioni. I case histories che confermano la diagnosi abbondano. Nel 1984 a Bhopal, India, l'esplosione di uno stabilimento chimico della Union Carbide ha provocato 20.000 decessi e tuttora la popolazione locale subisce le conseguenze della nube tossica. L'azienda però non ha mai riconosciuto pienamente le proprie responsabilità. Nel 1993 Patricia Anderson ha fatto causa alla General Motors per l'incendio della sua Chevrolet seguito ad un banale tamponamento. Le indagini hanno dimostrato che la compagnia, dopo un preciso calcolo sugli incidenti mortali, aveva preferito collocare il serbatoio in una posizione pericolosa pur di ridurre i costi. Questa scelta potrà forse turbare la anime belle ma Joel Bakan, produttore associato e voce narrante del documentario, dimostra che è perfettamente connaturata alle corporation. "Dietro ogni tragedia c'è un'opportunità" dichiara Carlton Brown, brillante operatore di borsa in riferimento all'attacco terroristico al World Trade Center. "L'11 settembre è stato devastante. - continua Brown - Ma non tutto il male viene per nuocere...i miei clienti del mercato dell'oro ci hanno guadagnato tutti". Cinico ma efficace.
La crescita della centralità delle corporation corrisponde il moltiplicarsi dei conflitti: le proteste di spostano dall'esterno dei palazzi governativi a Niketown, arrivano fino a Cochabamba, in Bolivia, dove il pueblo ha vinto la battaglia contro la privatizzazione dell'acqua. A rovinare la reputazione dei capitani d'industria intervengono anche scandali devastanti come quello che qualche anno fa ha coinvolto la Enron. Le corporation reagiscono includendo la responsabilità sociale nella strategia aziendale: le campagne che sottolineano le preoccupazioni etiche, dall'ambiente al lavoro minorile proliferano e il make up filantropico spinge economisti illustri come Ira Kackson a teorizzare "il capitalismo con una coscienza". Ma non facciamoci illusioni: l'unica vera responsabilità dei corporate manager , lo sostiene il premio Nobel per l'economia Milton Friedman, è massimizzare gli utili a vantaggio degli azionisti. Per conoscere tutti i protagonisti di The Corporation visitate il sito www.thecorporation.com .
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