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[23.04.05]
Astrazione Spaziale
Dragan Zivadinov presenta a The Influencers 2005, il progetto Noordung, esperimento di teatro mitico a gravità zero
Di Snafu
"Io combatto per il teatro astratto, per un'arte anti-mimetica. Sono candidato cosmonauta. Sono un anarcocosmico. Il caos è pace. La tecnologia è metafisica. La macchina è metafisica. Ma solo l'arte è la macchina che può produrre ogni macchina."

Ogni volta che Dragan Zivadinov apre bocca le parole rincorrono i pensieri e faticano a fermarli. Anche il corpo massiccio (fasciato da una muta) e gli occhi azzurro-cristallo si muovono incessantemente, come per sfuggire al peso della gravità.
45 anni, figlio di padre sloveno e madre bulgara, Zivadinov è attore, regista e fondatore del Noordung Kosmokinetik Cabinet, esperimento unico di teatro "a gravità zero". Nella hall del CCCB di Barcellona, aprendo il festival di The Influencers 2005, Zivadinov ha ripercorso le tappe di un progetto neo-modernista sospeso tra mito e realtà, tra capacità di tessere una grande narrazione e di abitarla concretamente.

Nato a Lubiana alla fine degli anni Ottanta, Noordung passa dalle collaborazioni con l'avanguardia artistica della Neue Slovenische Kunst (NSK), a una rielaborazione in chiave astratta del mito dello spazio. "Con il modernismo il mito scende a terra, ha un riflesso terreno - spiega Zivadinov. La scienza ha un modello per la società, più moduli che creano un modello. Il modernismo è bordo, limite, confine. Io sono nato in un cubo bianco. Quando ho visto questa produzione di realtà ho reagito con l'avanguardia, con NSK. Fino al 1995 ero un soldato dell'esercito suprematista di Kazimir Malevic. Dal 1995, ho lasciato l'avanguardia postmoderna e avviato un nuovo progetto moderno. Nel 2045 porterò a termine la mia missione, nello spazio".

All'esaltazione del linguaggio corrisponde in effetti un'impresa monumentale, della durata di 50 anni, appena giunta alla seconda tappa. Lo scorso 20 aprile, nel centro di addestramento per cosmonauti "Yuri Gagarin" di Star City, nelle vicinanze di Mosca, 16 attori di Noordung hanno messo in scena la prima replica del primo spettacolo, One Versus One, tenutosi a Lubiana il 20 aprile del 1995. A ospitare la performance in questa occasione, la grande piscina dell'Hydrolab di Star City, al cui interno si trova un modello della Stazione Spaziale Internazionale. Gli attori la raggiungono a nuoto quando questa emerge dall'acqua e recitano alcuni versi, mettendo in scena un breve rituale.
La performance è solo il secondo atto di una complessa mitologia che prevede altre quattro repliche ogni 10 anni, fino al 20 aprile 2045. "Ogni volta che uno degli attori morirà il suo corpo verrà sostituito, nella replica successiva, da un simbolo meccanico", spiega Zivadinov. "La voce verrà sostituita con una melodia nel caso delle donne, e con un ritmo in quello degli uomini". Nel 2045 il regista raccoglierà i sedici simboli meccanici e li porterà con se nello spazio, dove verranno liberati come satelliti geostazionari nell'orbita equatoriale.
A chi gli fa notare che nulla gli garantisce una vita più lunga di quella dei suoi attori, Zivadinov risponde serio: "Non bevo, non fumo e mi tengo in forma. E poi sono in missione. Vuoi sapere la differenza tra un austronauta e un cosmonauta? Il primo viaggia nello spazio a bordo di una navetta. Il secondo viaggia nello spazio alla ricerca di Dio."
In effetti, Noordung è riuscito a fare cose che, direbbe il Rutger Hauer di Blade Runner, noi umani non possiamo immaginare.
 Nel dicembre del 1999, con la performance Biomehanika Noordung, sette attori e dodici spettatori sono stati spediti nella stratosfera a bordo della navicella Iljusin pilotata da astronauti russi. Al culmine di ciascuna delle 10 parabole compiute dal volo, gli attori hanno recitato per circa trenta secondi a gravità zero. Durante le ultime due parabole, gli spettatori sono stati liberati dai loro sedili e si sono uniti agli attori.
Il teatro cosmocinetico di Noordung trae il suo nome da Herman Potocnik Noordung, ex ufficiale sloveno dell'esercito austriaco, che calcolò, già nel 1929, l'orbita dei satelliti geostazionari (attribuita allo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke) e progettò la prima stazione spaziale con tutti i sistemi di supporto vitale. Gran parte del lavoro del gruppo è finalizzato alla rivalutazione della figura storica di Noordung, il cui libro, "Il problema del viaggio nello spazio", è considerato una pietra miliare nella storia dell'astronautica (la Nasa lo ha tradotto in inglese nel 1999). Insieme ad altre organizzazioni artistiche, come la slovena Projekt Atol, l'inglese Art Catalysts, e l'olandese V2, Noordung ha aperto Star City al lavoro di 22 artisti internazionali.
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